Rothko. Dentro lo Spazio
185 €
- Firenze
- 15 persone
- 4:00 ore
2 disponibili
Rothko. Dentro lo Spazio
Il 21 Marzo 2026, Firenze ti mostrerà il suo volto più contemporaneo e intimo. Non sarà più solo la culla del Rinascimento ma il cuore pulsante di un viaggio che attiverà tutti i sensi. In concomitanza con l’apertura della grande mostra Rothko a Firenze a Palazzo Strozzi, Isabella Talone – founder di Miciporto – invita un gruppo ristretto di ospiti a vivere un’esperienza unica e irripetibile, pensata per chi vuole entrare nello spazio più intimo del maestro Mark Rothko.
ps: Vi preghiamo di leggere attentamente dettagli experience.
Lunedì 16 Marzo data ultima per acquistare le quote.
Il costo comprende
- Ideazione e organizzazione dell’experience
- Presenza di Giulia Franchino guida esperta e della founder Isabella Talone
- Accesso in esclusiva a una delle prime Accademie del Disegno sorte in Europa
- Accesso in mostra e biglietti di ingresso – La visita sarà gestita da un ospite d’eccezione
- Accesso in esclusiva al concerto e biglietti di ingresso
- Transfert con van privato da Palazzo Strozzi alla sede del concerto
Il costo non include:
Pasti, quanto non espressamente menzionato.
Se hai qualsiasi dubbio prima dell’acquisto puoi inviare una mail e il nostro staff sarà lieto di darti tutte le risposte del caso.
- L’intera experience avrà la durata di 4 ore circa.
- Si possono acquistare più quote.
- L’experience si svolgerà a partire dalle ore 15:30 e terminerà intorno alle 20:00
Dopo l’acquisto riceverai un voucher di conferma e poco dopo una mail dove ti indicheremo il luogo di ritrovo, l’orario e tutti i dettagli utili per vivere l’experience nel modo migliore.
L’experience nel dettaglio
Mark Rothko (1903–1970) è tra i protagonisti dell’Espressionismo Astratto americano. La sua pittura, fatta di grandi campiture cromatiche sospese, non racconta storie né descrive forme riconoscibili: costruisce spazi interiori. I suoi quadri non vanno “guardati”, vanno attraversati. Il colore si espande fino ai bordi della tela, vibra, avvolge, crea una soglia tra materia e percezione.
Meno noto, ma fondamentale, è il rapporto che Rothko ebbe con l’arte italiana e con l’architettura rinascimentale fiorentina. Durante il suo viaggio in Italia negli anni Cinquanta, rimase profondamente colpito dalla tensione spaziale della Sagrestia Nuova di Michelangelo a San Lorenzo. In quelle pareti che comprimono e slanciano lo spazio, Rothko riconobbe un’idea che stava cercando anche nella pittura: uno spazio che non si limita a contenere, ma che coinvolge chi lo attraversa.
L’esperienza inizierà con l’apertura privata di una delle Accademie del Disegno più antiche d’Europa. Attraverseremo sale rinascimentali del palazzo solitamente chiuse al pubblico, entrando in una dimensione raccolta e silenziosa. Qui ci attenderà il nostro primo punto di riferimento: il Dio Fluviale di Michelangelo figura monumentale che incarna forza, torsione, energia.
Michelangelo concepiva l’architettura come organismo vivo, capace di generare tensione e movimento nello spazio. Rothko, secoli dopo, tenterà qualcosa di analogo attraverso il colore: dissolvere i confini, creare una continuità tra opera e spettatore, costruire uno spazio che non sia solo fisico ma percettivo.
Dall’Accademia ci sposteremo a Palazzo Strozzi, dove ci attende la mostra dedicata a Rothko, con oltre settanta opere che attraversano l’intero arco della sua ricerca. Accompagnati da un ospite speciale, entreremo nel cuore della sua evoluzione: dalle prime sperimentazioni figurative fino ai grandi campi di colore che lo hanno reso celebre. Comprenderemo come la sua pittura non sia mai stata puramente astratta in senso formale, ma profondamente esistenziale. Rothko cercava una dimensione spirituale libera dalla narrazione, un’esperienza che potesse toccare emozioni universali: tragedia, estasi, silenzio, solitudine. Le sue tele monumentali sono pensate per avvolgere. La scala, la prossimità, la vibrazione del colore creano un ambiente più che un’immagine. Proprio come accade nell’architettura rinascimentale, lo spettatore diventa parte attiva dello spazio.
Ma non è finita perché all’uscita dalla mostra, dei van riservati accompagneranno gli ospiti a un concerto speciale, i cui dettagli saranno forniti successivamente. Ma possiamo dire che: se Rothko utilizzava il colore per sospendere il tempo – il compositore regista di questo concerto – perseguiva un obiettivo analogo attraverso il suono. Entrambi miravano a interrompere la linearità dell’esperienza, creando le condizioni per una contemplazione lenta e interiore. Questa composizione fu concepita nel 1972 per la Rothko Chapel di Houston, spazio interreligioso che custodisce quattordici monumentali dipinti dell’artista, commissionati da John e Dominique de Menil.
Questa è un attraversamento: dalla materia rinascimentale al colore del Novecento, fino alla dimensione sonora che ne prolunga il senso. Un itinerario che invita a rallentare, osservare, ascoltare. A entrare nello spazio dell’opera, invece di restarne fuori.
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